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Cosa significa Italian Sounding e perché è una minaccia per il Made in Italy

italian sounding

Il Made in Italy è un marchio che il nostro Paese si è guadagnato sul campo, ma è seriamente minacciato dal fenomeno del cosiddetto “italian sounding”. Vediamo di cosa si tratta.

I nostri prodotti, il nostro ingegno, la nostra reputazione, ci hanno permesso negli anni di conquistare una fetta di commercio estero, puntando sull’italianità e sulla indiscussa qualità del Made in Italy, ma tutto questo è minacciato dal fenomeno dell’italian sounding.

La notorietà dei prodotti italiani nel mondo, in particolare quelli agro-alimentari, ha spinto molte realtà ad approfittarne, spacciando per italiani prodotti provenienti da altri Paesi.

Cerchiamo di capire in cosa consiste l’italian sounding e perché bisogna contrastarlo con fermezza.

 

Cos’è l’italian sounding

 

Secondo la definizione offerta dall’Ufficio Marchi e Brevetti, e pubblicata sul sito ufficiale:

Il fenomeno dell’Italian Sounding consiste nell’attribuire ad un prodotto un marchio il cui “suono” evochi un’origine italiana.
Il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano.
L’italian sounding, quindi, non è altro che un processo di commercializzazione di prodotti, alimentari e non, venduti come se fossero stati prodotti in Italia.

Ne sono un esempio i vari “Parmesan” ed i pomodori pachino provenienti dalla Cina, che di italiano hanno solo la bandiera riportata, quasi sempre, sulla confezione.

 

Italian sounding: un giro d’affari maggiore del vero Made in Italy

 

Inizialmente il fenomeno dell’italian sounding è stato sottovalutato, considerato quasi motivo di vanto, perché era la dimostrazione della superiorità dei nostri prodotti.

In realtà, nel giro di pochi anni la situazione è diventata insostenibile, creando seri danni economici alle aziende che producono e vendono all’estero, oppure che intendono investire nell’internazionalizzazione d’impresa, aprendosi a nuovi mercati.

Secondo le stime riportate dalla Direzione Generale Lotta alla contraffazione dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

“il giro d’affari annuo dell’Italian Sounding è stimato in circa 54 miliardi di euro l’anno (147 milioni di euro al giorno), comunque oltre il doppio dell’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23 miliardi di euro). Quindi, almeno due prodotti su tre commercializzati all’estero si riconducono solo apparentemente al nostro Paese.”

Due prodotti su 3 sono contraffatti.

Numeri da capogiro, che ci fanno comprendere in modo molto chiaro quale danno economico e d’immagine rappresenti l’italian sounding per il nostro Paese, in particolare per il commercio estero, elemento centrale dell’economia nazionale.

 

Italian Sounding: come vengono diffusi i prodotti contraffatti

 

Come abbiamo spiegato prima, l’obiettivo delle aziende che commercializzano prodotti contraffatti, dal “suono” italiano, è quello di inserirsi in una fetta di mercato molto viva e interessante.

Ogni anno, infatti, l’interesse nei confronti dei prodotti italiani, in particolare quelli del comparto agro-alimentare, si diffonde in tutto il mondo, generando una domanda e un giro d’affari enorme.

Quindi, chi se ne approfitta sfrutta alcuni trucchetti, per far sembrare “originali” i prodotti spacciati per italiani.

Vediamone alcuni:

  • Inserimento della bandiera italiana sulla confezione;
  • Inserimento di diciture del tipo “Secondo la ricetta originale italiana”, “Tipo”, “Come da tradizione”, e così via;
  • Indicazioni geografiche specifiche, come i pomodori del Vesuvio, le arance di Sicilia e così via;
  • Utilizzo di nomi che ricordano quello originale;
  • Prodotti importanti recanti indicazioni come DOP, IGT, IGP, contraffatte, perché non hanno effettuato tutti i controlli per ottenere i marchi;

Il fenomeno registra le percentuali maggiori in quei Paesi in cui sono presenti grosse concentrazioni di immigrati italiani, quindi negli USA, in Canada, in Sud America.

 

Come proteggere il Made in Italy dall’italian sounding

 

Negli ultimi 5-6 anni la Pubblica Amministrazione, le forze dell’ordine, le associazioni di categorie, gli uffici dedicati al commercio estero, le ambasciate dei Paesi nei quali si registra la presenza maggiore di prodotti contraffatti, stanno cercando di affrontare il problema.

Purtroppo, la questione è molto più complessa di quello che si potrebbe pensare, perché in alcuni casi non è possibile perseguire chi commercializza un prodotto con indicazione sulla confezione del tipo “Secondo la ricetta tradizionale”.

Anche se l’intento del produttore è chiaro, ovvero sfruttare il Made in Italy per vendere il suo prodotto contraffatto, non lo si può contestare per l’utilizzo di una modalità di preparazione che si ispira a quella italiana.

Ecco che si rende necessario un intervento normativo massiccio, a livello nazionale, europeo e internazionale, per debellare questa minaccia alla nostra economia e al prestigio del brand, ma anche un lavoro di partnership con le catene di GDO estere, dove i prodotti vengono poi, di fatto, venduti ed acquistati.

Un esempio lodevole è l’accordo di libero scambio, detto CETA, che l’Unione Europea ha sottoscritto con il Canada.

Questo accordo prevede una novità normativa molto importante, ovvero il divieto di “evocazione”, che va ad affiancarsi al divieto di contraffazione.

In questo modo, se un prodotto commercializzato in Canada presenta elementi che “suonano” italiani, possono essere ritirati dal commercio e perseguiti.

 

Italian sounding: conclusioni

 

Il Made in Italy è un asset troppo importante per la nostra economia, per il commercio estero e per i processi di internazionalizzazione d’impresa, e non possiamo consentire che un fenomeno come l’italian sounding resti impunito.

Bisogna fare informazione, per spiegare ai consumatori che una bandiera italiana riportata su di una confezione non è sinonimo di italianità.

L’autorevolezza di cui il nostro Paese gode, grazie alla produzione di grandi eccellenze invidiate in tutto il mondo, va difesa.

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